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lunedì 18 febbraio 2013

Thailandia: un Paese meraviglioso

La Thailandia è un Paese che si trova nell’Asia meridionale e confina con il Laos, la Cambogia e la Malesia. La parola Thai significa “libero” e la lingua ufficiale è il Thailandese. Molto tempo fa la Thailandia veniva chiamata Siam. La religione della Thailandia è il Buddismo che venne trasmesso dal popolo Mon;  in alcune parti della Thailandia vi sono piccole comunità di religione induista. La Thailandia nel 1932 divenne una monarchia costituzionale, qui infatti c'è il re che è una persona saggia e aiuta molto i poveri.
Il clima vede un periodo fresco e asciutto, da novembre a febbraio, quando soffia il monsone nord-occidentale; un periodo molto caldo, da marzo a metà maggio; la stagione delle piogge, da maggio a novembre, determinata dal monsone sud-occidentale. Quasi il 70% della popolazione si dedica all'agricoltura.
Il riso, che è l’alimento base, è coltivato nelle pianure del Chao Phraya e del Mekong. Mais e manioca sono altri due prodotti coltivati nel Paese, insieme a banane, caffè, tabacco, ananas, canna da zucchero e iuta, che costituiscono le colture da piantagione principali. La ricca vegetazione della Thailandia fornisce vari tipi di legname pregiato, come il teak, il sandalo, il sapan e l’ebano.
Nel settore minerario, la risorsa principale è lo stagno. Piombo, zinco, antimonio, sale, manganese, lignite, petrolio e gas naturale rappresentano altre produzioni di rilievo. Le industrie principali sono rappresentate dal tessile, agro-alimentare, produzione di cemento e metallurgia dello stagno. La Thailandia esporta prodotti elettronici, caucciù e autoveicoli. Vestiario e calzature, diamanti e preziosi, derivati del petrolio, in aggiunta a riso, crostacei e molluschi sono gli altri prodotti più esportati dalla Thailandia. Anche il turismo è molto importante per l'economia di questo Paese.

Andrea A.

martedì 12 febbraio 2013

Viaggio ad Atene

Atene è una città magnifica e particolare. È circondata dalle montagne ma con uno sbocco sul mare e la varietà di paesaggi è il suo punto di forza e la sua caratteristica.

Il Partenone
Il Partenone è la sua prima attrattiva turistica ma è stato rovinato dai saccheggi e dalle gru che lo stanno momentaneamente restaurando. Invece è meno famoso ma molto bello il tempio di Athena Nike dedicato alla dea stessa.
Dal retro del Partenone si apre una terrazza da cui si può vedere la città dall’alto. Quello che colpisce qualsiasi turista è che la città è gigantesca ed è composta da una miriade di case tutte bianche. Se poi si vede il tramonto vi assicuro che è uno spettacolo indescrivibile.

Il tempio di Atena Nike
Consiglio di fare un giro più approfondito della città con il bus scoperto a due piani che vi porterà a vedere e vi spiegherà, grazie all’audio guida, tutto ciò che un turista appassionato e intraprendente desidera. La cosa che meglio rappresenta Atene sono i suoi quartieri.
I più tipici sono Monastiraki, la Plaka e Singtagma.
Il primo è un mercato di antiquariato che per gli appassionati di monete è un occasione unica. La Plaka è molto famosa per i suoi ristoranti, con tavoli e sedie che a volte si “arrampicano” anche su gradinate, e per i locali. Sintagma è la piazza principale dove si svolge anche il cambio della guardia con i soldati vestiti con i materiali e i colori del folklore locale. Una curiosità: le guardie hanno un gonnellino con 450 pieghe e devono stirarlo da soli!
Monastiraki

I prodotti locali non mancano e sono molto influenzati dalla cultura orientale. Il cibo è molto speziato con il cumino e i piatti tipici sono la mussaka, una specie di pasticcio di melanzane, il souvlaki, degli spiedini, le salsicce speziate, il giros pita una specie di kebab e per dolce non c’è una vera specialità ma di solito essi sono al miele. La feta é il formaggio locale per eccellenza. Una cena o un pranzo in un bel ristorante costa al massimo 20€.
Anche i saponi vengono prodotti in svariati colori e profumi. Un oggetto non molto conosciuto che tutti i Greci hanno è una specie collana con cui giocare che funge da antistress.
Moussaka

Ma il popolo greco è penso la particolarità vera e propria. Senza le loro battute, la loro simpatia e la loro positività Atene perderebbe quel non so che di magico. Con gli Italiani poi sono specialmente a loro agio e si esprimono più apertamente. Così ho capito che lì ognuno è ospitale, solare e socievole. Chi avrà la fortuna di imbattersi in qualche simpatico e chiacchierone abitante capirà cosa c’è che non va veramente in Grecia perché non c’è solo la crisi e i telegiornali su certe cose tacciono.

Nicolas, un tassista ormai da molti anni nel settore, dice che ormai Atene è diventata così pericolosa che nessuno esce più di casa se non per necessità primaria. Gente che uccide per un pezzo di pane, succede ed è proprio successo veramente! Quindi la crisi non riguarda solo la mancanza di soldi ma anche la sicurezza per i cittadini. È rinata la criminalità organizzata e nessuno la combatte perché anche la polizia sembra essere crollata come l’economia.
Piazza Sintagma
Quest’uomo di quarant’anni può essere considerato un eroe perché ha tre figli, una moglie e un lavoro che sicuramente non gli frutta abbastanza soldi e lo fa girare per il mondo tenendolo lontano dalla sua famiglia perché stando solo Atene non riuscirebbe a portare a casa un centesimo. Ma non si lamenta, anzi si ritiene fortunato e pur sapendo che il futuro non sarà limpido non vuole lasciare la sua Nazione perché gli piace il suo cibo e vuole allevare i suoi figli dove lui è stato cresciuto. Dice che anche il turismo sta calando perché le televisioni rappresentano questo Paese come una nazione devastata dall’odio e dalla guerra. La gente ci crede. Non si vede un americano o un inglese perché la BBC è quella che dà più allarmismi inutili.
Nicolas non è l'unico eroe ma solo uno degli eroi che popolano questo Paese meraviglioso: ve lo posso garantire e giurare. Atene è sicura! Andate in Grecia, dove l’unico rischio è di non voler più tornare a casa!

Federico B.

martedì 27 novembre 2012

A Londra!


Viaggio in una meravigliosa città nel cuore dell’Inghilterra.

Tower of London
Non sembra vero: un’ora e quarantacinque minuti su un aereo per arrivarci. Già all’aeroporto di Heatrow si intuiva Londra: una città moderna, tecnologica, vivace e spregiudicata. Questa città poi di notte, scusate il paradosso, emana una luce del tutto diversa grazie alle luci arancioni dei lampioni che ravvivano e colorano la città.
Per gli amanti dell’arte è un appuntamento imperdibile la National Gallery piena di quadri fiamminghi, italiani, inglesi e francesi e l’Abbazia di Westminster, che è un capolavoro unico del Medioevo e dell’architettura gotica. Gli archeologi devono stare attenti a non svenire davanti ai reperti del mondo antico di inestimabile valore provenienti dalle civiltà egizie, babilonesi, greche, cinesi e chi più ne ha più ne metta. Anche se qualcuno si starà chiedendo se era il caso di saccheggiare mezzo Egitto…
Un monumento importante è anche la Tower of London che contiene i gioielli della regina, come la sua corona di inestimabile valore. Ma Londra non è solo musei, anzi! Ci sono miriadi di altri svaghi. Dai negozi, come il gigantesco Harrods, ai teatri con i tipici musical.
Londra è anche una città moderna dove c’è sempre da divertirsi. Per mangiare, l’unico scoglio a cui aggrapparsi sono i pub dove regnano hamburger e fish and chips.
Per finire cito la frase di un dottore londinese del ‘600: “Chi è stanco di Londra, è stanco della vita perché a Londra c’è tutto quello che si può desiderare dalla vita.”

Federico B.

venerdì 16 novembre 2012

A spasso per Barcellona con Gaudì


Qualche settimana fa ho visitato Barcellona. È una città che si affaccia sul mar Mediterraneo ed è la capitale della Catalogna, regione a statuto speciale della Spagna.
È anche una grande città metropolitana, la seconda della Spagna, che ha ospitato l’Expò e le Olimpiadi estive del 1992.
Barcellona ha un grande porto, tappa obbligata per le crociere nel Mediterraneo e per chi vuole traghettare per le isole Baleari, ma anche grande porto commerciale che ho visto dall'alto del castello di Monjuic.
Questa cittadina è famosa per le sue ramblas, grandi viali pieni di vita, diurna e soprattutto notturna, per la sua gente generosa e vivace, per le tapas, stuzzichini serviti a tutte le ore.
È anche famosa per aver dato i natali e la possibilità di esprimersi ad Antoni Gaudì: grande architetto che caratterizza il liberty spagnolo secondo una particolare visione dell’architettura. Egli dichiarava di costruire rifacendosi alla natura, alle forme che si ritrovano negli alberi, nelle conchiglie, negli alveari, ecc. perché non c’è miglior struttura di quella già consolidata nel creato e Dio non può essere superato. Per questo affermava che le strutture naturali erano morbide, bombate e mai formate da linee rette.
Nasce così un architettura quasi fiabesca, sognatrice, piena di colori che si inseriscono nell'architettura attraverso la tecnica del “trencadìs” e l’uso della ceramica, del legno e del ferro, materiali piegati alle forme sinuose da Gaudì.
I monumenti più importanti e famosi costruiti da Gaudì si incontrano passeggiando lungo Passeig de Gracia, grande viale alberato sviluppatosi alla fine dell'Ottocento, lungo il quale sorse il quartiere residenziale dell'epoca, l'Eixample, costruito fuori dalle vecchie mura del Barrio Gotico e dalla Ciutad Vella.
Così lasciata la rambla Catalunya, che inizia sul mare sotto il monumento a Cristoforo Colombo (che indica la direzione del nuovo continente), ed attraversata plaça Catalunya, si apre il grande viale dei negozi più di moda, e, a poca distanza dal'altra, ecco le testimonianze del lavoro del grande architetto Casa Batllò, La Pedrera e più oltre La Sagrada Familia.

Casa Batllò
Questo è uno degli edifici residenziali più stravaganti d’ Europa.
Commissionata a Gaudì dalla famiglia Batllò nel 1904 perché rimodernasse un precedente edificio esistente, è stata completamente trasformata nella facciata che spicca sulla sinistra del Passeig de Gracia. 
E’ conosciuta come “casa delle ossa”, perché le strutture della facciata principale sono date da colonne sagomate che ricordano la forma di ossa, o anche come “casa del drago”, perché il tetto ha una forma sinuosa ed i colori azzurri, lilla e verdi delle ceramiche che lo rivestono, ricordano il dorso di un drago.
La facciata – sul piano nobile - è interrotta da balconi e grandi finestre a forma di onda che nella parte superiore riportano inserti di vetro lavorato e colorato che movimentano la facciata. Ma linee e movimenti si trovano anche all’interno, con soffitti a forma di spirale o con forme bombate che richiamano conchiglie e bolle naturali.
Tutto è turbinio di linee e di movimenti ma anche colori visto che Gaudì riveste le pareti del piccolo cortile centrale di maioliche blu degradanti: per schermare la luce del sole mediterraneo, inserisce le tonalità più scure nella parte alta, tonalità che schiarisce man mano che scende, sino quasi al bianco. La tecnica favoriva l’ingresso della luce e la ceramica permetteva alla luce di riflettersi e di raggiungere anche la parte più bassa del cortile.
Altri dettagli, in legno e/o in ferro, testimoniano l’attenzione di Gaudì per la luce e per l’aria, visto che ha inserito alla base delle finestre griglie regolabili per evitare di avere stanze non arieggiate e/o non illuminate naturalmente.
Nella soffitta Gaudí adottò una ingegnosa soluzione architettonica basata sull'utilizzo del cosiddetto arco catenario, che consente una distribuzione dei carichi eliminando la necessità di colonne, muri e contrafforti: il risultato si può vedere nei corridoi della lavanderia comune e nella stanza “stenditoio” che, in particolare, richiama una caverna o la cassa toracica di un grande animale come una balena. 
Particolare sicuramente anche l’architettura dei camini, riuniti insieme e rivestiti di ceramiche colorate che danno un effetto fiabesco e onirico.
In questa come nelle altre sue costruzioni, Gaudì si occuperà anche degli arredi, delle porte ed addirittura delle maniglie e dei numeri da apporre sui singoli appartamenti.
Infine, non posso dimenticarmi della grande fortuna che ho avuto: ho assistito ad uno spettacolo di musica e luci davanti a Casa Batllò per i suoi cento anni: è stato bellissimo. Con le luci hanno riprodotto la casa, prima che Gaudì la ristrutturasse, raccontando la storia della sua trasformazione. La musica ha accompagnato lo spettacolo mentre un grande drago dal tetto si muoveva sulla facciata. Luci, musica e rumori delle antiche attività hanno dato spettacolo che si è concluso con il ritratto di Gaudì.






La Pedrera o Casa Milà
Costruita nel 1905 da Gaudì, ufficialmente viene chiamata Casa Milà, dal nome dei committenti, ma poi diviene famosa come La Pedrera, ossia la cava di pietra; con questo edificio egli desiderava superare in grandiosità e lusso qualsiasi altra costruzione fosse presente nella sua epoca.
L’edificio posto ad angolo, è solamente rivestito da pietra lavorata per dare un effetto ondulato, come se la pietra fosse erosa dal movimento delle onde. Movimento richiamato dalla particolarità delle inferriate dei terrazzi, irregolari con effetto naturalistico ed irreale.
L’elemento più straordinario di Casa Milà è il tetto, caratterizzato da enormi comignoli simili a variopinti cavalieri, anch’essi riuniti e massicci, rivestiti di maioliche monocromatiche. Di qui si gode una bella prospettiva della città e poco distanti le gru della Sagrada Familia.
Il piano sottostante è certamente il più affascinante dal punto di vista architettonico, poiché Gaudì, utilizzando il cemento armato, eleva ben sei piani, su una struttura “a ruota di bicicletta” che gli consentiva di seguire morbide curve, come quelle degli ingressi e dei soffitti, e di non condizionare le strutture interne degli appartamenti. 
Tocchi inaspettati e suggestivi sono sparsi qua e là, poiché Gaudì costruiva ma arredava anche secondo la sua filosofia, dai lampadari alle testiere dei letti. Ne è riprova l’appartamento dell’ultimo piano dove sono conservati alcuni arredi originali (gli altri sono a Casa Gaudì).
Anche a La Predrera, Gaudì fa ampio uso degli archi a catenario, questa volta utilizzando mattoni che lascia a vista nell’ultimo piano, dove è ospitato un piccolo museo sui suoi studi e progetti. I piani inferiori dell’edificio ospitano spesso esposizioni d’arte ed anche concerti, poiché anche l’acustica trovava in lui particolare attenzione.





La Sagrada Familia
La Sagrada Familia rimane, senza alcun dubbio, il monumento più visitato di tutta la Spagna ma il visitatore più importante e atteso è certamente stato Papa Benedetto XVI che ha consacrato la basilica alla Sacra Famiglia, appunto, nel 2010.
La Sagrada Familia è una costruzione straordinaria che incute un timore reverenziale, anche soltanto per il suo straordinario slancio verticale, fatto di guglie e torri.
E’ ancora in costruzione dopo oltre un secolo dalla posa della prima pietra avvenuta nel 1882; nel 1883 l’incarico venne assegnato a Gaudì che modificò parzialmente il progetto originario e che vi si dedicò fino alla sua morte, riuscendo a vedere compiuti solo i lavori della facciata della Natività.
Il progetto prevede una pianta a croce greca, con una torre centrale di 170 m. posta sopra il transetto, rappresentante il Cristo, quindi altre 17 torri, alte 100 m ed anche di più, rappresentanti i dodici apostoli (quattro su ognuna delle tre facciate), la Vergine Maria ed i quattro evangelisti.
A causa della sua avversione per le linee rette, concepisce le torri con profili curvilinei, rivestite da sculture che sembrano quasi uscire dalla roccia, se non addirittura scolpite nella roccia.
Ogni facciata della chiesa è decorata da sculture e dedicata a: la Natività, la Passione e la Gloria del Cristo. Le prime due sono state completate, anche se la parte più antica sta richiedendo già interventi di restauro, mentre la facciata della Gloria è ancora in lavorazione.
La facciata della Natività è stata curata da Gaudì che ha rappresentato lo Spirito Santo con bianche colombe poggiate su di un verde albero che spicca sulla facciata di pietra scolpita; la tecnica è sempre quella dell’uso del vetro e/o della ceramica inserita nella materia per dare morbidità alle linee e naturalezza e colore alla composizione. Delicata è poi la rappresentazione della Sacra Famiglia posta sopra la porta d’ingresso.
La facciata della Passione è stata curata dallo scultore Josef Subirachs che, utilizzando tagli spigolosi ai visi dei vari personaggi, ha dato pieno senso al dolore della Via Crucis. Non si scorda però di Gaudì che inserisce tra i personaggi.
Se le facciate da sole meritano accurata visione, per scoprire i simbolismi rappresentati, gli interni lasciano il fedele, così come l’ateo, a bocca aperta: Gaudì aveva concepito la chiesa con grandi altezze, dove si esprimono le volte dei suoi archi catenari che si susseguono sostenendo le grandi torri previste all’esterno. L’effetto è quello di una solenne foresta, con un groviglio intricato di rami. Luce e colore caratterizzano le navate laterali secondo rappresentazioni che esprimono la spiritualità di Gaudì, mentre la navata centrale è ancora in attesa di ricevere i vetri che esalteranno la “Gloria” del Cristo.
L’altare, circondato da immense canne d’organo, è sontuoso con il crocefisso circondato da una grande corona con decori naturalistici dorati e grappoli d’uva. 
Ai tempi di Gaudì vi era grande lavoro manuale ed artigianale, oggi i team di architetti che lavorano al completamento della sua opera, usano macchine specifiche per il cemento armato ed il computer per rendere il lavoro il più regolare e simile ai suoi progetti.
Si prevede che Sagrada Familia possa essere completata verso il 2026.





I due passi per Barcellona che vi ho descritto mi hanno lasciato nel cuore l’arte di Gaudì che affascina per la sua straordinaria fantasia e per il fatto che le sue costruzioni risalgono alla fine dell’Ottocento.
Certo vi è anche molto di più da vedere e ricordare di questa città, la Bocheria, il colorato mercato della rambla, il museo Picasso, il museo d’arte contemporanea, le chiese storiche e le strutture più moderne della città nuova. Non per ultimo lo stadio della città, il camp Nou, dove gioca la squadra più titolata al mondo, il Barça.
Spero proprio di poterci ritornare ancora per apprezzare nuovamente le sue bellezze.

Rebecca A.