Vi aspettiamo per la XVIII Mostra del Libro.
Molti gli appuntamenti e le occasioni da non perdere!
Ecco qui sotto tutte le informazioni.
fondato dalla classe seconda della scuola secondaria di primo grado nell'anno scolastico 2012/2013
martedì 19 marzo 2013
lunedì 18 febbraio 2013
Visita a Telenova
Il giorno mercoledì 16 gennaio la classe seconda della scuola parrocchiale Sant'Ambrogio si è recata a Milano per visitare la sede di una nota rete televisiva, Telenova.
Telenova nasce nel 1976 con copertura regionale, sotto il nome di NOVECOTV, grazie a Don Giuseppe Zilli.
Telenova viene ricordata soprattutto per trasmissioni come Casa Mosca e Nova Stadio.
Gli studenti, una volta entrati nella sede della rete televisiva, hanno visto il computer che controlla tutto il canale ed è stato possibile visitare lo studio con il "green screen" ovvero una stanza le cui pareti sono ricoperte da una membrana verde che a computer viene sostituita con il colore, l'immagine, il video di cui si ha bisogno. C'è stata l'occasione di usarlo per capire come funziona e scoprire come i vari colori sarebbero apparsi sullo schermo.
E' stato il direttore, infine, a condurre la scolaresca nella sala comandi dove ha illustrato il procedimento per mettere titoli in sovraimpressione ad un programma.
La rete televisiva ha dato in omaggio alla classe giornali come Il Giornalino e delle penne con il logo della TV.
Il direttore è stato molto gentile e ha risposto alle domande degli studenti più curiosi, risolvendo così dubbi e incertezze.
La sede s'è rivelata molto moderna, anche se molte le persone se l'aspettavano più spaziosa.
Davide N.
Non occorre vedere per guardare lontano
Il 29 gennaio 2013 la classe 2° della scuola Sant'Ambrogio si è recata a Milano per un'uscita didattica. Insieme alle professoresse Arianna Beretta, insegnante di lettere, Agostina Amatucci, insegnante di matematica e Francesca Croci, insegnante di arte, tecnologia e informatica, i ragazzi hanno visitato l’Istituto dei ciechi in via Vivaio n. 7. Il percorso, assolutamente al buio, ha emozionato tutti per la sua originalità.
I ragazzi hanno utilizzato il treno e la metropolitana per arrivare al Dialogo nel Buio. Appena arrivati hanno aspettato pochi minuti in una sala d’attesa dove hanno stabilito i gruppi con cui vivere un’emozionante esperienza. Poi sono stati accompagnanti da una signora non vedente in una sala in penombra e si sono preparati alla visita. A poco a poco ogni gruppo entrava nel percorso al buio, per esattezza ogni 15 minuti.
Ogni gruppo ha potuto provare le emozioni che prova quotidianamente un non vedente attraverso l’esplorazione totalmente al buio di cinque ambienti che siamo soliti vivere: giardino, mare, casa, strada e per finire il bar, un’importante esperienza che ha fatto provare l’emozione di gustare una bibita o un caffè seduti ad un tavolo. Quest’ultimo ambiente ha permesso a tutti i partecipanti di porgere domande e curiosità alla guida.
Alla fine del percorso, prima di uscire, sono passati da una camera in penombra dove hanno potuto lasciare delle dediche, considerazioni e suggerimenti su un libro e hanno potuto vedere per la prima volta la guida, che ha dovuto andare via subito, per accompagnare nuovi visitatori.
Mi è piaciuta tantissimo questa nuova esperienza e, anche se c’ero già stata, questo percorso mi ha emozionato ancora una volta.
Cecilia M.
Visita a "Dialogo al buio"
Quest’anno la nostra scuola ha deciso di organizzare un’uscita didattica all’Istituto dei Ciechi per sperimentare le emozioni che prova un cieco. La mattina ci siamo ritrovati nel cortile della scuola e ci siamo diretti in stazione.
Abbiamo preso il treno e siamo andati poi in metropolitana. Arrivati all’Istituto, ci siamo sistemati in una saletta e abbiamo aspettato la guida che poi ci ha condotti in un’altra sala e si è presentata.
Il suo nome era Graziana ed era cieca. Nell’attesa di iniziare il percorso, Graziana ci ha spiegato come un cieco vive la propria vita e come ci si può orientare anche senza l’utilizzo della vista.
Arrivato il nostro turno ci siamo divisi in gruppi. Graziana ci ha spiegato che c’erano cinque stanze diverse che rappresentavano cinque luoghi dove le persone trascorrono la loro vita e che queste stanze erano completamente buie e noi dovevamo orientarci al buio.
La prima stanza era un giardino. All’inizio era molto faticoso orientarsi senza vedere. All’interno di questa stanza c’erano degli alberi, un toro, una mucca e un ponticello traballante che abbiamo dovuto attraversare senza cadere.
Nella seconda stanza abbiamo notato un tavolo dove abbiamo cercato di passarci una palla l’un l’altro e cercaro di capire con il tatto cosa era rappresentato sui quadri appesi alle pareti.
Nella terza stanza c'era una banchina: abbiamo toccato l’acqua e siamo saliti su una nave dove siamo restati per qualche minuto.
Nella quarta stanza ci siamo immersi nella città: infatti abbiamo toccato delle noci e delle nocciole; oltre agli ortaggi del fruttivendolo, c'era anche una moto e una macchina. In questa stanza ci siamo divertiti molto.
Nella quinta e ultima stanza ci siamo ritrovati in un bar dove abbiamo consumato delle bevande come succhi e coca-cola e tutti insieme abbiamo espresso le nostre opinioni sull'esperienza appena vissuta.
Usciti abbiamo lasciato la nostra firma su un libro, abbiamo ripreso gli zaini e ci siamo diretti verso i nostri compagni.
E’ stata un’esperienza magnifica.
Alessio B.
Visita al Corriere della Sera
La fantastica "gita" della nostra classe alla redazione del Corsera
Mercoledì 16 gennaio, la classe 2a della scuola Sant'Ambrogio si è recata alla sede del Corriere della Sera per una uscita didattica.
Appena entrati i ragazzi si sono messi in posa per una foto che successivamente è stata pubblicata sulla prima pagina del quotidiano.
Il primo luogo che hanno visitato è stata la sala in cui ogni giorno si tiene la riunione della redazione che si tiene alle ore 11 e serve per far capire al direttore e a tutti i redattori quello che dovrà essere pubblicato sul quotidiano il giorno successivo.
In seguito è stato mostrato un filmato in cui era mostrata la vita di un giornalista . Sicuramente non è una vita molto rilassante: al mattino il lavoro non inizia presto ma alle 10. Durante la mattina i giornalisti devono scrivere gli articoli, visti e rivisti dal direttore del Corsera.
Il momento più stressante per un giornalista è sicuramente il pomeriggio perché se accade un fatto molto importante bisogna inserirlo velocemente in una pagina del giornale. La sera si finisce molto tardi verso le undici/mezzanotte.
Alla fine della visita lo staff del Corriere ha donato a tutti gli alunni dei piccoli ricordi, compresi dei buoni per prendere il quotidiano per una settimana e delle penne colorate.
Gabriele C.
Visita ai mass media: ecco i nostri commenti!
Mercoledì 16 gennaio la nostra classe ha visitato le redazioni del Corriere della Sera, di Telenova e Radio Marconi.
Oggi abbiamo intervistato Francesco, Gabriele, Mirko e Stefano per avere la loro opinione sulla giornata passata insieme.
Ecco le domande che abbiamo posto a tutti.
1. Qual è stato il momento più bello di questa gita?
2. Cosa ti è piaciuto del Corriere della Sera?
3. Cosa ti è piaciuto di Telenova?
4. Cosa ti è piaciuto di Radio Marconi?
Francesco
1. Mi è piaciuto quando siamo andati nella stanza di Radio Marconi perché c'erano consolle, mixer e microfoni per poter registrare e parlare con tante persone in diretta.
2. E' stato molto interessante il filmato.
3. Mi è piaciuto quando siamo andati nella stanza verde che è quella delle riprese.
4. Mi è piaciuto quando siamo andati nella stanza di registrazione.
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| Sala Albertini, Corriere della Sera |
Gabriele
1. Mi è piaciuto molto quando abbiamo corso per prendere il treno.
2. Mi è piaciuto molto vedere com'è la vita quotidiana di un giornalista.
3. Mi è piaciuta la sala tutta verde perché mi affascinano le telecamere.
4. Mi è piaciuto molto la registrazione perché mi ha fatto ridere.
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| Radio Marconi |
Mirko
1. Mi è piaciuto molto quando abbiamo visto il filmino perché è stato interessante.
2. Mi è piaciuto il film che è stato, oltre che bello, anche istruttivo.
3. Mi è piaciuto quando abbiamo visitato la stanza verde.
4. Mi è piaciuto quando abbiamo capito come si registra una trasmissione.
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| Telenova |
Stefano
1. Mi è piaciuto quando siamo andati in sala riunioni.
2. Mi è piaciuto molto il filmato.
3. Mi è piaciuto quando abbiamo "registrato" nella sala.
4. Mi è piaciuto quando il ragazzo ha "cambiato" la voce a chi leggeva.
Matteo T.
Breve storia della fotografia
Fotografia deriva dal greco e letteralmente significa “scrivere con la luce”. Infatti la fotografia è un processo per la registrazione permanente di un’immagine proiettata attraverso un sistema ottico su un elemento fotosensibile.
La fotografia nasce dagli studi effettuati nel campo dell’ottica, con lo sviluppo della camera oscura, della chimica e con lo studio delle sostanze fotosensibili.
L’invenzione della fotografia viene attribuita al francese Joseph Nicephore Niépce che nel 1816 ottenne la sua prima immagine fotografica.
Da allora vengono perfezionati sia i processi che i materiali fotografici e intorno al 1880 abbiamo i primi apparecchi fotografici portatili.
Agli inizi la fotografia era solo in bianco e nero poi, attraverso vari studi ed esperimenti, si arrivò alle prime foto a colori intorno al 1935; anche gli apparecchi fotografici diventarono sempre più sofisticati e meno ingombranti.
Grazie al progresso tecnologico oggi è possibile scattare una foto anche da un piccolo telefono, sebbene a volte la definizione non sia ottima.
Maya C.
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