venerdì 22 novembre 2013

In gita nell'Ottocento

Il 7 novembre 2013 la classe terza della scuola Sant’Ambrogio è andata in gita al villaggio Crespi d'Adda, dove si trova una delle più importanti industrie dell'Ottocento.

La loro giuda li ha portati a vedere la fabbrica dall’esterno perché ora è chiusa per ristrutturazion
i: da lontano si nota subito l'immensa ciminiera.

Subito dopo gli alunni sono andati a visitare il lavatoio di fianco al quale si trovavano le docce: alla fine della giornata per gli operai era un obbligo lavarsi e si poteva accedere con un apposito biglietto.

La visita è proseguita al cimitero dove è presente la tomba di famiglia dei Crespi, accessibile solo con la chiave affidata al custode. All’ingresso non c'erano tombe tradizionali, ma delle specie di ceppi a forma di croce.

Proseguendo con emozione la visita, gli alunni hanno visitato la centrale idroelettrica, che sta vicino al corso del fiume Adda.

Alla fine della visita è sorta una domanda "Perché sichiama Crespi?", perché il proprietario del villaggio era il signor Silvio Benigno Crespi.

Andrea Z.





Open Day 2013


martedì 19 marzo 2013

XVIII Mostra del Libro > 18 - 24 marzo 2013

Vi aspettiamo per la XVIII Mostra del Libro.
Molti gli appuntamenti e le occasioni da non perdere!
Ecco qui sotto tutte le informazioni.


lunedì 18 febbraio 2013

Visita a Telenova


Il giorno mercoledì 16 gennaio la classe seconda della scuola parrocchiale Sant'Ambrogio si è recata a Milano per visitare la sede di una nota rete televisiva, Telenova.
Telenova nasce nel 1976 con copertura regionale, sotto il nome di NOVECOTV, grazie a Don Giuseppe Zilli. 
Telenova viene ricordata soprattutto per trasmissioni come Casa Mosca e Nova Stadio. 
Gli studenti, una volta entrati nella sede della rete televisiva, hanno visto il computer che controlla tutto il canale ed è stato possibile visitare lo studio con il "green screen" ovvero una stanza le cui pareti sono ricoperte da una membrana verde che a computer viene sostituita con il colore, l'immagine, il video di cui si ha bisogno. C'è stata l'occasione di usarlo per capire come funziona e scoprire come i vari colori sarebbero apparsi sullo schermo. 
E' stato il direttore, infine, a condurre la scolaresca nella sala comandi dove ha illustrato il procedimento per mettere titoli in sovraimpressione ad un programma.
La rete televisiva ha dato in omaggio alla classe giornali come Il Giornalino e delle penne con il logo della TV.
Il direttore è stato molto gentile e ha risposto alle domande degli studenti più curiosi, risolvendo così dubbi e incertezze.
La sede s'è rivelata molto moderna, anche se molte le persone se l'aspettavano più spaziosa.

Davide N.







Non occorre vedere per guardare lontano

Il 29 gennaio 2013 la classe 2° della scuola Sant'Ambrogio si è recata a Milano per un'uscita didattica. Insieme alle professoresse Arianna Beretta, insegnante di lettere, Agostina Amatucci, insegnante di matematica e Francesca Croci, insegnante di arte, tecnologia e informatica, i ragazzi  hanno visitato l’Istituto dei ciechi in via Vivaio n. 7. Il percorso, assolutamente al buio, ha emozionato tutti per la sua originalità.
I ragazzi hanno utilizzato il treno e la metropolitana per arrivare al Dialogo nel Buio. Appena arrivati hanno aspettato pochi minuti in una sala d’attesa dove hanno stabilito i gruppi con cui vivere un’emozionante esperienza. Poi sono stati accompagnanti da una signora non vedente in una sala in penombra e si sono preparati alla visita. A poco a poco ogni gruppo entrava nel percorso al buio, per esattezza ogni 15 minuti.
Ogni gruppo ha potuto provare le emozioni che prova quotidianamente un non vedente attraverso l’esplorazione totalmente al buio di cinque ambienti che siamo soliti  vivere: giardino, mare, casa, strada e per finire il bar, un’importante esperienza che ha fatto provare l’emozione di gustare una bibita o un caffè seduti ad un tavolo. Quest’ultimo ambiente ha permesso a tutti i partecipanti di porgere domande e curiosità alla guida.
Alla fine del percorso, prima di uscire, sono passati da una camera in penombra dove hanno potuto lasciare delle dediche, considerazioni e suggerimenti su un libro e hanno potuto vedere per la prima volta la guida, che ha dovuto andare via subito, per accompagnare nuovi visitatori.
Mi è piaciuta tantissimo questa nuova esperienza e, anche se c’ero già stata, questo percorso mi ha emozionato ancora una volta.

Cecilia M.

Visita a "Dialogo al buio"


Quest’anno la nostra scuola ha deciso di organizzare un’uscita didattica all’Istituto dei Ciechi per sperimentare le emozioni che prova un cieco. La mattina ci siamo ritrovati nel cortile della scuola e ci siamo diretti in stazione.
Abbiamo preso il treno e siamo andati poi in metropolitana. Arrivati all’Istituto, ci siamo sistemati in una saletta e abbiamo aspettato la guida che poi ci ha condotti in un’altra sala e si è presentata.
Il suo nome era Graziana ed era cieca. Nell’attesa di iniziare il percorso, Graziana ci ha spiegato come un cieco vive la propria vita e come ci si può orientare anche senza l’utilizzo della vista.
Arrivato il nostro turno ci siamo divisi in gruppi. Graziana ci ha spiegato che c’erano cinque stanze diverse che rappresentavano cinque luoghi dove le persone trascorrono la loro vita e che queste stanze erano completamente buie e noi dovevamo orientarci al buio. 
La prima stanza era un giardino. All’inizio era molto faticoso orientarsi senza vedere. All’interno di questa stanza c’erano degli alberi, un toro, una mucca e un ponticello traballante che abbiamo dovuto attraversare senza cadere. 
Nella seconda stanza abbiamo notato un tavolo dove abbiamo cercato di passarci una palla l’un l’altro e cercaro di capire con il tatto cosa era rappresentato sui quadri appesi alle pareti.
Nella terza stanza c'era una banchina: abbiamo toccato l’acqua e siamo saliti su una nave dove siamo restati per qualche minuto. 
Nella quarta stanza ci siamo immersi nella città: infatti abbiamo toccato delle noci e delle nocciole; oltre agli ortaggi del fruttivendolo, c'era anche una moto e una macchina. In questa stanza ci siamo divertiti molto. 
Nella quinta e ultima stanza ci siamo ritrovati in un bar dove abbiamo consumato delle bevande come succhi e coca-cola e tutti insieme abbiamo espresso le nostre opinioni sull'esperienza appena vissuta.
Usciti abbiamo lasciato la nostra firma su un libro, abbiamo ripreso gli zaini e ci siamo diretti verso i nostri compagni.
E’ stata un’esperienza magnifica.

Alessio B.

Visita al Corriere della Sera


La fantastica "gita" della nostra classe alla redazione del Corsera

Mercoledì 16 gennaio, la classe 2a della scuola Sant'Ambrogio si è recata alla sede del Corriere della Sera per una uscita didattica.
Appena entrati i ragazzi si sono messi in posa per una foto che successivamente è stata pubblicata sulla prima pagina del quotidiano.
Il primo luogo che hanno visitato è stata la sala in cui ogni giorno si tiene la riunione della redazione che si tiene alle ore 11 e serve per far capire al direttore e a tutti i redattori quello che dovrà essere pubblicato sul quotidiano il giorno successivo.
In seguito è stato mostrato un filmato in cui era mostrata la vita di un giornalista . Sicuramente non è una vita molto rilassante: al mattino il lavoro non inizia presto ma alle 10. Durante la mattina i giornalisti devono scrivere gli articoli, visti e rivisti  dal direttore del Corsera.
Il momento più stressante per un giornalista è sicuramente il pomeriggio perché se accade un fatto molto importante bisogna inserirlo velocemente in una pagina del giornale. La sera si finisce molto tardi verso le undici/mezzanotte.
Alla fine della visita lo staff del Corriere ha donato a tutti gli alunni dei piccoli ricordi, compresi dei buoni per prendere il quotidiano per una settimana e delle penne colorate.

Gabriele C.